Mercantilismi, relazioni e pratiche

Nel XVIII secolo il commercio era fattore chiave delle politiche volte all'arricchimento dello Stato e al raggiungimento della Pubblica felicità. Nel quadro dei mercantilismi settecenteschi, il convegno mira a ricostruire le pratiche concrete delle relazioni tra i mercanti e la Corte di Vienna con particolare attenzione al periodo teresiano, momento in cui l’Impero cerca di accrescere la propria forza militare e commerciale e Trieste diventa un grande emporio mediterraneo.

I diversi studiosi presenti al convegno, che si svolgerà il 19 e 20 ottobre al Magazzino delle Idee (corso Cavour, 2), nell’ambito della mostra Maria Teresa e Trieste. Storie e culture della città e del suo porto, illustreranno le strategie e le pratiche messe in atto dai ceti mercantili per incidere nell’elaborazione delle politiche economiche imperiali e le loro relazioni con l’aristocrazia e la burocrazia asburgica. Con tale obiettivo, analizzeranno l’agire dei diversi e contrastanti interessi capaci di incidere nell'elaborazione di tali politiche nei vasti spazi che costituivano l’Impero.

Il convegno sarà suddiviso in due sezioni di lavoro (il 19 ottobre dalle ore 15.30 e il 20 ottobre dalle ore 9.30) che analizzeranno i rapporti tra Trieste, Vienna, Levante, Ponente e Mediterraneo con relatori provenienti dalle università di Galati-Danubio Meridionale, Bucarest, Parigi, Zagabria, Pisa, Venezia, Trento e Trieste.

Il comitato scientifico del convegno - finanziato dal Progetto PRIN 2015 Alla ricerca del “negoziante patriota”. Mercantilismi, moralità economiche e mercanti dell’Europa mediterranea (secoli XVII-XIX) - è composto da Daniele Andreozzi del DiSPeS (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) dell’Università degli Studi di Trieste e da Biagio Salvemini, uno dei maggiori studiosi italiani di Storia moderna che insegna all’Università di Bari.

Il convegno è patrocinato, nel quadro delle celebrazioni del trecentenario dalla nascita di Maria Teresa d'Asburgo promosse da Una Donne è Trieste, dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Trieste, dall'Università di Trieste e dal suo Dipartimento di Scienze politiche e sociali e dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

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