La biografia

Maria Teresa d'Austria esposta al Castello di Miramare

La Vienna in cui nasce Maria Teresa Volburga Amelia Cristina il 13 maggio 1717 è la più aristocratica e raffinata capitale d’Europa. Pur tuttavia l’unica preoccupazione del padre, Carlo VI, è la successione: dopo quattro secoli gli Asburgo non hanno un erede maschio e, per l’unità degli stati ereditati, con la Prammatica Sanzione del 19 aprile 1713 garantisce la successione all’erede diretta femmina.

Maria Teresa non è educata per regnare e quando sposa Francesco Stefano di Lorena il 12 febbraio 1736 pensa solo a fare la moglie e la mamma nel Granducato di Toscana dove si insedia la coppia nel 1739. Il soggiorno italiano è bruscamente interrotto dall’improvvisa morte del padre al quale succede nella corona d’Austria, d’Ungheria e di Boemia il 20 ottobre 1740. La situazione a corte è drammatica: campagne spopolate, una struttura economica feudale, il malcontento al colmo, l’esercito ridotto a pochi uomini e le casse dello Stato vuote. Con questa situazione la Prammatica Sanzione di suo padre diventa solo un pezzo di carta mentre si scatenano gli appetiti di chi vuole smembrare i domini asburgici: la Spagna punta alle province italiane, la Francia mira al Belgio, la piccola Prussia di Federico II vuole la Slesia mentre Baviera e Sassonia rivendicano la successione al trono per diritto ereditario. Con alcune operazioni inaspettate, Maria Teresa fa fronte ai problemi interni riducendo all’austerità la corte e scarcerando i generali fatti imprigionare dal padre. Ma è con la sua sensibilità femminile che conquista la Dieta ungherese dove si presenta vestita a lutto e stringendo tra le braccia il neonato erede Giuseppe. Il risultato del famoso giuramento “Moriemur pro rege nostro Maria Theresia” sono i ventimila uomini messi a sua disposizione per la settennale guerra di successione austriaca (1741-1748). La giovane sovrana negozia ed ottiene la pace con la Prussia cui cede la Slesia, si garantisce finanziamenti dall’Inghilterra che nel 1748 media la pace di Aquisgrana con cui l’Austria cede Parma e Piacenza alla Spagna. Le corone d’Austria, d’Ungheria e di Boemia sono l’eredità di Maria Teresa che non può impedire ai principi del Sacro Romano Impero di eleggere il duca Carlo Alberto di Baviera come nuovo Imperatore. Tuttavia, alla morte di quest’ultimo (1745) Maria Teresa stipula con la Pace di Füssen un accordo con Massimiliano III di Baviera per il riconoscimento della Prammatica Sanzione ottenendo anche il suo sostegno nell’elezione a Imperatore di Francesco Stefano che, nominato co-reggente dei suoi domini ereditari, diventa l’Imperatore Francesco I il 13 settembre 1745.

Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg, divenuto cancelliere nel 1753, suggerisce una solida alleanza con la sola Francia per contenere la minaccia prussiana mentre la zarina Caterina salda l’accerchiamento di Federico II. Il risultato è che Federico si vede costretto ad un’azione preventiva che sfocia nella guerra dei sette anni (1756-1763) che si risolve con un nulla di fatto e un’Austria che esce molto consolidata nella sua struttura interna. Fin dai primi anni di regno Maria Teresa lavora per innovare radicalmente le strutture dello Stato ma finisce con l’innovare la società tutta: accentra nella Cancelleria l’amministrazione abolendo i privilegi di aristocrazia e clero per delegarli allo Stato; separa l’amministrazione dalla giustizia; riforma l’esercito istituendo anche un’accademia militare per istruire gli ufficiali; elimina le vecchie strutture feudali istituendo il catasto urbano e rurale con lo scopo di garantire un’equa imposizione fiscale per favorire lo sviluppo industriale e rurale anche attraverso le nuove vie di comunicazione che vengono aperte e alle facilitazioni commerciali; provvede a una sana monetazione coniando il Tallero. Altro fa per l’istruzione e la cultura con l’apertura di scuole e la diffusione dell’istruzione primaria e secondaria obbligatoria in un mondo di analfabeti.

In meno di vent’anni porta a termine sedici gravidanze (solo dieci figli arrivano all’età matura), convinta com’è che l’istituto matrimoniale sia la base della comunità. E con i matrimoni per ragioni di stato e disegni dinastici vuole assicurare pace e stabilità a tutta l’Europa continentale. Il disegno vagheggiato è una fitta rete di parentele che assicurino una pace duratura a questa sovrana che non provoca guerre ma le subisce. Quando rimane vedova a quarantotto anni cede la corona al figlio Giuseppe (re romano germanico già nel 1764) che succede al padre quale imperatore del Sacro Romano Impero, ma non rinuncia al suo ruolo fino all’ultimo giorno (29 novembre 1780).

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