La modernità di Maria Teresa

Nel disegno della prima metà del 700, mercanti e marinai provenienti da tutto il Mediterraneo.

La lungimiranza politica - che non riguarda solo Trieste ma l’Impero e l’Europa stessa - è il segno di questa sovrana che prelude a quella dei moderni Stati disciplinati da una burocrazia centrale basata sulla divisione tra potere amministrativo e giudiziario. Carlo Cattaneo, parlando della Lombardia dice che “Maria Teresa risvegliò le nostre terre dal torpore per ricongiungerle all’Europa dei vivi”. Ebbene, Trieste ha un ruolo nell’economia europea e nel commercio internazionale perché diventa la fucina di cultura, di conoscenze e saperi di cui l’Austria ha bisogno per affrontare il mare. E per comprender il clima di quel periodo in cui vi è un costante afflusso di persone (mercanti, lavoratori, marinai, avventurieri) provenienti da tutta Europa è sufficiente ascoltare le parole del console di Venezia, Marco Monti che afferma: “Qui sono pazzi. Tutto quello che si propone viene fatto”. Ecco che greci, illirici, ebrei, tedeschi, svizzeri, armeni ma anche francesi e inglesi a Trieste trovano un mercato fiorente. La politica amministrativa e fiscale supporta lo sviluppo della città che grazie all’ampia tolleranza che si respira libera le diverse confessioni e le genti che vi appartengono (ebrei 1746, ortodossi 1751, armeni 1775) facendo crescere chiese, palazzi, cimiteri che raccontano di un’epoca tesa alla modernità.

Le riforme di Maria Teresa spaziano in ogni campo e l’intervento urbanistico - seppur lungimirante - è certamente quello che ha minor impatto sul futuro di Trieste che - come le altre città del suo Regno - gode soprattutto delle novità apportate in molteplici campi. Maria Teresa conia il Tallero, crea il Catasto e l’Ufficio Tavolare; libera le religioni e rilascia Patenti per i greci, i serbi, i tedeschi, gli svizzeri, i francesi e gli inglesi che giungono a Trieste garantendo loro di conservare la propria identità culturale; parifica diritti e doveri di tutti i cittadini mentre si occupa di estendere l’istruzione obbligatoria a tutti i ceti sociali; crea Istituti superiori (Scuola Nautica di Trieste) per migliorare la preparazione delle genti di mare ponendo di fatto le basi di una realtà scientifica oggi straordinaria senza dimenticare di occuparsi della salute dei suoi sudditi in un’accezione così ampia che ingloba l’accesso all’acqua potabile, il regolamento contro gli incendi e la creazione di un ospedale così grande da ospitare tre volte la popolazione cittadina; crea il visitatore dei morti e promulga il regolamento di sanità; crea il Tribunale di Cambio Mercantile, il Consolato del Mare e l’Ufficio giudiziario e di fatto promuove la prima Compagnia di Assicurazioni (marittime). 

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