Maria Teresa e l'Europa

In piazza dell'Unità d'Italia, la "Fontana dei Continenti" del 1751, la prima ad essere realizzata dopo la costruzione dell'Acquedotto di Maria Teresa. Ph Promotrieste, Crozzoli

Maria Teresa istituisce uno stato multinazionale e di fatto federale dove i sudditi, certi dei loro diritti e doveri, sono cittadini di una monarchia costituzionale basata su una visione politica fondata sullo sviluppo economico e civile. Ciò consente all’Impero, risultante da agglomerati di popoli e civiltà diverse, di attraversare indenne gli sconvolgimenti napoleonici, con il germe delle idee per la creazione di un’Europa multinazionale e tuttavia cosciente della propria civiltà comune. Sotto la superficie che caratterizza le piccole patrie ognuno trova la matrice, il comune substrato culturale europeo (nel diritto, nell’arte, nella filosofia, nella scienza). E’ Imperatrice dei Romani, regina d’Ungheria e Boemia, Imperatrice d’Austria, granduchessa di Toscana, signora del Milanese e Mantovano, di fatto colei che ha gettato uno dei tanti semi che hanno condotto alla creazione dell’Unione europea. Del disarticolato complesso di territori che governa (Austria, Storia, Carinzia, Carniola, Trieste, Tirolo, Trento, Boemia, Moravia, Ungheria, Transilvania, Croazia, Belgio, Lussemburgo, Milanese, Mantovano, Parma e Piacenza, Toscana, Lorena, Slesia e Svevia) costruisce una federazione inserita in uno Stato unitario che governa con queste parole: “Per quanto amore abbia avuto per la mia famiglia e i miei bambini, non avendo risparmiato per loro né zelo né fatica, né attenzioni né lavoro, li ho sempre posposti al bene generale dei miei Paesi perché ero persuasa in coscienza che tale era il mio dovere e che la loro prosperità esigeva che io fossi la prima e comune madre”. 

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