I borghi

Canale di Ponte Rossso, ph. AcegasApsAmga per "150 anni di città. Trieste e Acegas"

Durante il regno di Maria Teresa d’Austria (1740 - 1780), Trieste inizia la sua trasformazione urbana. Tra il 1749 e il 1842 sono abbattute le mura della città per unire la parte nuova a quella vecchia facendole ricorrere sotto la stessa amministrazione civica. Precedentemente, tra il 1754 e il 1788 sono stati fatti dei lavori di interramento nel borgo anticamente adibito alle saline e situato nella posizione opposta al centro medioevale originario. Agli edifici che si vanno costruendo in questa zona, si vuole dare uno stampo prettamente commerciale con un caratteristico sviluppo a impianto a scacchiera. Viene denominato Borgo Teresiano: la maggior parte degli edifici sono costruiti con una chiara funzione commerciale e sono caratterizzati dalla presenza di ampi magazzini al piano terra, zone abitative poste al piano nobile, piani superiori dedicati agli uffici o affittati e sottotetti adibiti ad abitazioni per persone più modeste.

Grazie al regime di Portofranco la città diventa il centro per lo scambio commerciale con il bacino mediterraneo e danubiano. Negli anni, a causa dell’incremento dei traffici e dello sviluppo economico e demografico, si rende necessario un rafforzamento delle infrastrutture e diviene indispensabile creare due nuove borgate. A partire dal 1788, il nuovo importante Borgo Giuseppino cresce rapidamente. In questa zona collinare e amena vengono ubicate contemporaneamente due tipologie di aree: quella interna dedicata agli edifici di rappresentanza e residenziali, e la fascia parallela alle rive e vicino al mare composta da una catena di stabili perfettamente rettilinea, strettamente legati all’attività portuale. Nella zona collinare più lontana dal mare trovano posto alcune delle ville delle famiglie più abbienti della città, realizzate in stile semplice e asciutto. Non concepite come luoghi di vacanza stagionali, sono dedicate al riposo domenicale, motivo per il quale non si trovano troppo distanti dal centro cittadino. 

A nord-ovest, in una zona interna, prende forma il Borgo Franceschino. Eretto dal 1796 con un carattere essenzialmente residenziale, grazie ad una concessione dell’Imperatore Francesco II, viene progettato a somiglianza di quello Teresiano, anche se con dimensione degli isolati maggiore. Nel borgo, tra il 1817 e il 1827, sorgono i nuovi teatri cittadini (il Mauroner e l’Arena scoperta), la passeggiata lungo l’Acquedotto (costruita per iniziativa di Domenico Rossetti e oggi chiamato Viale XX Settembre) così come numerosi caffè. Trieste, nei primi decenni dell'Ottocento, si configurava pertanto come una città in piena fioritura, che stava vivendo la sua stagione d'oro. E’ diventata l’emporio dell'Impero: la classe imprenditoriale è composta da un eclettico melting pot  di commercianti, banchieri, e artigiani di varie etnie e religioni arrivati da tutta Europa e dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per avviare i loro affari.

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